Paperi all’ombra del Vesuvio…

27/04/2014 § 1 commento

Nei giorni scorsi, sulle pagine locali di molti quotidiani è rimbalzata la notizia che il settimanale ‘Topolino’ dedicherà la prossima copertina -quella del # 3049 in edicola il 30 aprile- alla città di Napoli e al Comicon, la cui sedicesima edizione prenderà il via nella stessa data. Fui davvero contentissimo quando in redazione mi parlarono di quest’idea, e mi chiesero di preparare qualche bozzetto. Oltre a essere particolarmente fiero di lavorare a questa cover, la mia gioia era motivata anche dalla seguente considerazione: ogni volta che i paperi arrivano nella mia città, sono regolarmente impegnati ad inseguire Amelia su per le pendici del nostro vulcano… ora, finalmente, forse per la prima volta, Paperino può godersi senza affanno la brezza che sale dal mare, mentre ammira il panorama da un balcone di Posillipo, dipinto con i morbidi colori della tavolozza di Mirka Andolfo. Chissà, forse gettando lo sguardo all’interno, vedremmo anche un filo di fumo venir su dalla moka, e un bel vassoio di sfogliatelle sul tavolo della cucina! Buona vacanza, Paperino, e torna a trovarci presto!

Di seguito, ecco alcuni concept, la tavola definitiva e la cover in via di pubblicazione.

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Copertina 3049

Un silenzio color ocra.

26/11/2013 § Lascia un commento

‘Pluto e la passeggiata spinosa’, che trova posto in ‘Topolino’ # 3026, in edicola questa settimana, è una piccolissima avventura autunnale, su cui non vale la pena di spendere molte parole (anche perché si tratta di un’avventura muta!) Ci tengo, tuttavia, a postare qui qualche vignetta e alcune tavole dello storyboard, per due motivi. Il primo è che  mi sono divertito davvero  molto a lavorare con Pluto, e il secondo è che si tratta del mio primo fumetto pubblicato su ‘Topolino’.

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Tasselli e transatlantici.

26/07/2013 § Lascia un commento

Che cosa si fa quando, comprata un’anguria, si vuol ‘saggiare’ la bontà dell’acquisto?  Esatto: si incide la corteccia e si procede ad una sorta di ‘carotaggio’, estraendo un quadratino di polpa. Questa operazione dagli incerti esiti è stata persino immortalata da Renato Carosone negli imperituri versi “‘O mellone è asciuto bianco, mo cu cchi t’a vuò piglià?” Anche nel campo del disegno architettonico, per rappresentare, in un’assonometria, parti dell’oggetto che risulterebbero in secondo piano o nascoste, si procede ad estrarle, a mo’ di tasselli di melone, per poterli mostrare in maggiore evidenza. È quello che mi è capitato di fare quando, per un’illustrazione apparsa sul settimanale Topolino, ho rappresentato il celeberrimo Titanic, ovviamente in versione ‘papera’. Volendo restituire la complessità e la vastità di questa enorme macchina, senza rinunciare a mostrarne l’involucro, ho deciso di operare un taglio in corrispondenza del secondo blocco di caldaie e di tirare fuori, come un quadratino di anguria, le rampe superiori del vano scala. Ecco il risultato.

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L’avreste mai detto?

05/03/2013 § 6 commenti

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Vi ricordate del bieco Marajà del Verdestan, protagonista di un memorabile tentativo di contendere a Paperon de’ Paperoni il suo primato di ricchezza? Da quell’increscioso episodio in cui la città di Paperopoli  fu sul punto di soccombere sotto una proliferazione di assurdi monumenti, tanto preziosi quanto fuori scala, il Marajà, sconfitto, è stato  strappato solo di rado al suo forzato oblio.

Il caso ha però voluto che,  proprio nell’ultima settimana, il suo nome abbia riecheggiato  per ben due volte nelle pubblicazioni Disney. Una prima volta, in gran pompa, nella splendida e avvincente “Zio Paperone e l’Ultima Avventura” di Francesco Artibani e Alessandro Perina, e una seconda, molto più in sordina, in un angolino di una tavola  realizzata da me per il Paperinik Appgrade in edicola da oggi. Manco ci fossimo messi d’accordo.

Il compito affidatomi da Alberto Savini era quello di riunire un bel mucchio di miliardari, con tanto di prole, in un vecchio Luna Park in via di dismissione. E io ce li ho messi tutti. Tutti quelli di cui mi ricordavo, almeno. Tranne Molly Mac Gold che, mi perdonino i filologi incalliti, non la sopporto granché. C’è anche Filo Sganga che, non si sa come, è riuscito a imbucarsi. Ebbene, in questa strana ‘riunione di famiglia’ non poteva non fare la sua ri- comparsa l’altezzoso, vanaglorioso, iracondo, superbo Marajà del Verdestan. Solo che, a vederlo prendere per mano, più sorridente del solito, il suo grazioso figlioletto, quasi non lo si riconosce. E allora, viene da chiedersi: l’avreste mai detto?

Ed ecco il disegno tutto intero: se aguzzate la vista, troverete tanti altri milardari e affini, famosi e non. Per chi vuole conoscerli tutti, non resta che acquistare l’albo con le soluzioni!

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…Ed ecco come va a finire!

16/12/2012 § Lascia un commento

Riuscirà il nostro eroe ad incontrare la ‘donna’ dei suoi sogni, ed a conquistarla? Come va a finire? Ecco la terza -ed ultima- parte della storiella realizzata per la ’24 heures’ di Angouleme. Ad alcuni è piaciuta, ad altri per niente: dicono che fa cadere le braccia… tutte e sei!

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Ancora insetti…

15/12/2012 § Lascia un commento

Ecco la seconda parte della vicenda….

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Una Ventiquattr’ore brulicante di… insetti!

14/12/2012 § Lascia un commento

No, non nel senso di valigia. La Ventiquattr’ore di cui parlo è la ’24 Heures de la Bande Dessinée’ di Angouleme. (Sì, si scrive così, accenti a parte, che non li trovi mai sulla tastiera, quando servono). In parole povere si tratta di questo: nel giorno che precede l’inaugurazione del Festival, una sessantina di fumettisti si rinchiudono nella Maison des Auteurs e, una volta che il tema è stato annunciato, si siedono al loro tavolo e fanno una storia di 24 pagine in -indovinate?- 24 ore. All’inizio l’idea è entusiasmante, un po’ come tornare al liceo per un giorno… ma poi ti accorgi che per il tuo amarcord hai scelto proprio il giorno del compito in classe di greco. Ed in più, stavolta il compito dura un giorno intero.

In realtà, non è proprio così: anche se dovessi produrre qualcosa di ignobile, ti dici subito, chi vuoi che lo venga a sapere? Però, quando dopo sei ore quello affianco sta acquerellando le prime 12 tavole e tu sei a pagina tre dello storyboard, un po’ di sconforto ti piglia. Anzi, dopo un po’ il genio di fianco a me se ne è andato proprio a schiacciare un pisolino…

Attori e comparse della storiella che ho cercato di buttare giù sono tutti insetti. Il protagonista, poi, è uno scarafaggio.

Come dite? Fa schifo? Se questo è quello che pensate adesso, figuriamoci quando l’avrete letta.  Ecco la prima parte…

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